giovedì, 3 Aprile 2025

AI e sicurezza: l’esempio di OpenAI e le esigenze delle PMI

Riduzione dei tempi nell’analisi è quanto promettono gli strumenti di Intelligenza Artificiale applicati al business. Per chi opera nel Mercato dei capitali, infatti, spesso rapidità fa rima con efficienza e, soprattutto, risparmio. 

Se questo è senza dubbio vero per il mondo delle aziende quotate, altrettanto non si può affermare le aziende a proprietà familiare o di investitori privati. Spesso accusato di essere troppo opaco, di difficile accessibilità e con scarsa trasparenza, il settore del capitale privato non sembra riuscire ancora a beneficiare delle potenzialità delle nuove tecnologie. 

AI ed il supporto alle PMI

Come è noto, il tessuto imprenditoriale italiano è in larga parte costituito da PMI ancora lontane – per definizione – dalla quotazione in Borsa o dall’emissione di strumenti di Mercato e aiutare loro, i soggetti che investono in queste realtà come i fondi di Private Equity o i Family Office e le società di consulenza finanziaria, potrebbe essere il vero game changer. Non poter disporre di informazioni rapide ed affidabili comporta, sia per le aziende sia per gli operatori di settore, un dispendio di tempo e risorse che, se evitato, aumenterebbe il numero di operazioni e la rapidità della loro esecuzione. 

«InvestorAI è la piattaforma di AI che abbiamo sviluppato con IRTOP Consulting», dice Giacomo Andreoli, co-fondatore di AdMind. «Non è integrata con database che contengono dati finanziari di imprese non pubbliche, ma è uno strumento eccezionale per la comprensione di elementi reputazionali. Costituisce un primo scrutinio per chi è intenzionato ad investire».

Qual è, quindi, la vera innovazione

«Le aziende disporranno di un server dedicato che permetterà di proteggere internamente i dati utilizzati, evitando che vengano condivisi con terze parti».

Il focus è crescente sulla tutela dei dati e, di conseguenza, sulla garanzia della privacy. Soprattutto dopo che – a fine 2024 – si è concluso il provvedimento che ha sancito la chiusura dell’istruttoria richiesta dal Garante nei confronti di OpenAI in relazione alla gestione del servizio ChatGPT. Con il risultato di una campagna informativa di sei mesi ed il pagamento di una sanzione pari a 15 milioni di euro. 

«Dal nostro punto di vista si tratta di strumenti semplici che però possono dare molta visibilità alle aziende», dice Anna Lambiase, CEO di IRTOP Consulting. «Anche per noi, che operiamo con una divisione dedicata alle IPO, aumentare gli strumenti per fare analisi su società comparabili sarebbe davvero cruciale…».

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📸 Credits: Unsplash